Improvvisazione Teatrale - Prosa - Comicità - Cabaret

Improvvisario

action painting = chiamata anche "gestural abstraction" (letteralmente "estrazione gestuale"), è uno stile di pittura nel quale i dipinti vengono realizzati ponendo la vernice in modo spontaneo e casuale, schizzandola o versandola direttamente sulla tela, piuttosto che secondo metodi classici più attenti e rigorosi. Si vuole sottolineare così l’atto fisico di dipingere in se stesso come parte essenziale del lavoro creativo.

allenamento = nel gergo improvvisativo, maniera comune di chiamare le prove di una compagnia.

Improvvisario 01canovaccio = in ambito teatrale e letterario con il termine canovaccio si indicano gli elementi di base della trama di un’opera, che ne determina in maniera generica lo svolgimento senza entrare eccessivamente nel dettaglio delle singole scene. In modo particolare nella Commedia dell’Arte il canovaccio forniva le tracce per le improvvisazioni degli attori. Di una stessa opera potevano esistere canovacci diversi, ognuno dei quali indicava la trama da seguire ed i punti essenziali a seconda del pubblico davanti al quale si recitava.

coaching = momento in cui, in seguito alle informazioni raccolte dal pubblico, gli attori hanno modo di consultarsi, organizzare il loro ingresso in scena o impostare un abbozzo di trama. La fase di coaching dura in genere un massimo di 20 secondi ed è spesso caratterizzato da un accompagnamento musicale e da una variazione delle luci sul palcoscenico. Gli attori possono restare in scena o decidere di ritirarsi dietro le quinte.

contact improvisation = tecnica di danza contemporanea nata negli Stati Uniti come ricerca sulla comunicazione possibile attraverso il contatto. Si danza in improvvisazione cercando un fluire continuo delle energie, piuttosto che costruire forme puramente estetiche. È nata negli anni Settanta grazie all’impulso di Steve Paxton, un danzatore americano, per esplorare nuove possibilità di movimento e di comunicazione. Nella contact improvisation viene sottolineato il piacere di danzare con qualcuno in modo estemporaneo; si stimola l’apertura ad un processo di apprendimento e di osservazione di se stessi in ciò che sta accadendo qui ed ora, imparando a conoscere i propri modi di muoversi e cercandone di nuovi.

improvvisazione = si intende, in senso generico, l’atto di creare qualche cosa mentre la si esegue, in maniera spontanea o casuale.

jam session = riunione regolare o estemporanea di musicisti che si ritrovano per una performance musicale senza aver nulla di preordinato, di solito improvvisando su griglie di accordi e temi conosciuti (standard). Una jam session in genere non ha lo scopo di intrattenere il pubblico, ma è un incontro di musicisti che hanno così l’opportunità di provare nuovo materiale musicale e mettere alla prova la loro abilità di improvvisatori in confronto con altri strumentisti o a volte è semplicemente un ritrovo sociale.

jazz = l’improvvisazione nel jazz (ma anche in altri generi musicali moderni) è la procedura con la quale uno dei musicisti (il solista) costruisce una nuova melodia a partire dal materiale melodico e armonico contenuto nella partitura, ed è uno dei tratti più importanti e caratteristici del jazz stesso. Gli spartiti vengono dunque messi in secondo piano (spesso sono solo canovacci di accordi e melodie principali, oppure non esistono proprio) e quello che dona il senso ad una esecuzione è la sensibilità del musicista che improvvisa la sua "creazione estemporanea". Molto spesso i brani eseguiti sono noti e diffusi nell’ambiente jazzistico (i cosiddetti standard) utilizzati come traccia comune per l’improvvisazione, singola o collettiva, e possono essere modificati al punto da risultare quasi irriconoscibili rispetto alle versioni precedenti. Questo richiede una condivisione delle convenzioni musicali da parte dei musicisti e, oltre all’inventiva, una notevole padronanza dello strumento musicale e dell’armonia.

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long form = letteralmente "Forma Lunga". Nella long form lo spettacolo è composto da una singola improvvisazione. La messa in scena rappresenta una o più scene/situazioni, queste ultime di solito legate fra di loro da un tema comune. Non esistono copioni o canovacci: di solito vengono chiesti al pubblico uno o più suggerimenti o input che aiuteranno a sviluppare la performance. Performance che può prendere la forma di un tipo specifico di teatro o stile cinematografico, o ricalcare lo stile di un particolare autore, o genere letterario. Alcune long form seguono uno schema strettamente narrativo mentre altre si focalizzano sullo sviluppo del personaggio, sull’esplorazione delle relazioni, o sull’estrapolazione di temi e idee. La struttura più conosciuta è "Harold".

match di improvvisazione = il match di improvvisazione teatrale è uno spettacolo nato in Canada alla fine degli anni Settanta per iniziativa di due attori registi, Robert Gravel e Yvon Leduc. Essi decisero di coniugare le tecniche dell’improvvisazione con le regole di un incontro sportivo e precisamente dell’ hockey su ghiaccio, sport nazionale canadese. Il match consiste in una gara fra due squadre composte da quattro a sei giocatori ciascuna, talvolta guidati da un allenatore. Un arbitro, coadiuvato da due assistenti, propone dei temi sui quali i giocatori/attori sono chiamati ad improvvisare. L’arbitro controlla anche che il match si svolga secondo precise regole e può fischiare dei "falli" ai giocatori che non le rispettano.

playback theatre = particolare forma di improvvisazione teatrale basata su storie personali raccolte tra il pubblico, nata nella metà degli anni Settanta negli Stati Uniti. La performance si realizza attraverso una speciale collaborazione tra i performers (attori, musicista/i e conduttore) e il pubblico. Una persona tra il pubblico narra una storia o un momento della propria vita personale o professionale, sceglie gli attori per rappresentare i differenti ruoli e poi guarda la sua storia ricreata e offerta al momento con forma e coerenza artistica. Il conduttore invita lo spettatore a narrare con la sua voce la vicenda mentre questa si svolge sulla scena.

short form = letteralmente "Forma Breve". Uno spettacolo di short form è fondamentalmente un contenitore all’interno del quale vengono create una serie di scene improvvisate, eterogenee per quanto riguarda temi e stili di recitazione, e di durata variabile da uno a quindici minuti circa. Si ricordano in particolare il "Match di Improvvisazione Teatrale" ed il "TheaterSports", i due spettacoli più noti nell’ambito di questa disciplina. Il primo più diffuso nei paesi francofoni, il secondo nel mondo anglosassone

theatresports = è uno spettacolo di improvvisazione teatrale strutturato alla maniera di una competizione tra squadre. Due o più gruppi di attori si affrontano in scene d’improvvisazione sulla base dei suggerimenti del pubblico e successivamente vengono votati dagli stessi spettatori o da una giuria appositamente nominata. Sviluppato da Keith Johnstone a Calgary, nel Canada anglofono, dal 1976 il TheatreSports si è diffuso in tutto il mondo assieme al suo "gemello" francofono, il match di improvvisazione.