MANATE
Di e con Mario Mariani
Manas: in sanscrito mente, il senso interno, il mentale in genere; mente individuata ed empirica, dotata di capacità razionale analitica.
Mano: membro dell’uomo, attaccato al braccio, per cui mezzo del quale egli fa tutte le sue operazioni; Aiuto, forza, autorità; Attitudine naturale a fare una cosa;
Manate è un concerto per pianoforte dedicato all’improvvisazione intesa come fluxus, un “attraversamento” compositivo in tempo reale. Tre fondamentali elementi: il medium, il luogo e il pubblico. Il medium, il musicista, “portavoce” di ciò che va ad eseguire consapevolmente attraversato. Il luogo, inteso come genius loci. Non solo uno spazio dove potersi esibire con caratteristiche fisiche come: tempo di riverberazione, coloratura acustica dei materiali, ecc. ma come un luogo con una sua storia ed energia. Il pubblico, l’ultimo elemento imprevedibile: una somma di persone che riempiono fisicamente e spiritualmente tale luogo.
Vi è dunque un aspetto “giocoso”. In alcune lingue c’è identità tra la parola “giocare” e “suonare”. Verranno infatti proposti dei “game pieces”, come ad esempio richiesta di note al pubblico sui cui improvvisare, oppure chiamando un volontario, possibilmente senza educazione musicale e farlo suonare nella parte alta della tastiera, o dirigendo il pubblico a gesti, chiedendogli di produrre egli stesso musica… pianista e pianoforte si alterneranno così nei ruoli di “attore” e “spalla”, in uno scambio tra palco e platea, in una loro auspicabile e proficua fusione.
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Durata: 1h e 30 minuti circa senza intervallo
Cast: 1 musicista