Improvvisazione Teatrale - Prosa - Comicità - Cabaret

Difficile spiegare cosa sia uno spettacolo di Improvvisazione. Molti i preconcetti: l'idea stessa di teatro si porta dietro il concetto di spettacolo come creazione preconfezionata. Ma il teatro nasce con l'uomo stesso: tra le mani di un bambino che crea mondi con due sassi, nelle invenzioni di un attore che danza ai piedi di una cavea greca, nelle magie medievali di buffoni e saltimbanchi, o svelato dietro le beffe di una maschera della Commedia dell'Arte.

Difficile abbatterlo: anche in mezzo al deserto ed alla devastazione, finché due uomini si racconteranno storie davanti all'ultima candela, il Teatro vivrà per sempre in quella scintilla di fantasia e creatività.

IN QUELLA SCINTILLA REGNA L'IMPROVVISAZIONE...

Nell'Improvvisazione infatti gli attori non seguono un copione definito, ma recitano improvvisando. Essa comporta sempre un grado di iterazione con il pubblico. Nell'arte della recitazione, le improvvisazioni costituiscono le varianti al copione e/o al canovaccio apportate dagli interpreti e non contenute nel testo. Caratteristiche fondamentali dell'Improvvisazione sono il lavoro di gruppo, la comunicatività, la creatività spontanea e la capacità di prendersi dei rischi, poiché gli attori non hanno neppure la conoscenza di cosa faranno i loro compagni in scena. Importante è anche la rapidità nel prendere decisioni, e l'adattamento alle situazioni impreviste che si possono verificare durante gli spettacoli.

Fin da Aristofane abbiamo tracce di questa tecnica, al tempo legata principalmente alla commedia ed al teatro popolare e comico. Portata agli estremi da Plauto e dall'istrione, la tecnica dell'improvvisa diventò; fondamentale nella Commedia dell'Arte, con le "recite a soggetto", tanto da diventare, con l'uso del canovaccio, la caratteristica fondamentale della tecnica recitativa professionale. Fu poi ripresa dall'avanspettacolo e dal teatro di rivista, dove ebbe grandissimi interpreti quali Ettore Petrolini, Totò, Macario. È poi diventata un tratto tipico del teatro più vicino alla tradizione popolare, nonché di quello dialettale, come nelle opere di Eduardo e Peppino De Filippo.

Se si volesse effettuare una ricerca, si scoprirebbero mille modi di improvvisare... e mille mondi in cui improvvisare... dal teatro alla musica, dalla danza alla pittura fino ai cantastorie e le loro poesie in ottava rima. E via sempre più in là, oltre i costumi, oltre il "testo", oltre la scena... solo attori, pubblico e storie: nello spazio di pochi minuti ogni volta rinasce sotto gli occhi di tutti, un mondo unico e irripetibile. Dame e cavalieri, dottori e palombari, elefanti e cavatappi, ognuno vive odio, amore, paura, rabbia, fame e sete, e nulla di tutto questo scoraggia l'Improvvisatore, perché lui sa bene che... anche il cerume delle orecchie può avere una storia da raccontare, da suonare o da danzare!!

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